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Negli anni Ottanta la conservazione e
la salvaguardia del patrimonio ambientale e storico divennero temi
centrali di un dibattito diffuso e partecipato. I cittadini
avvertivano con chiarezza che l'uso sconsiderato del territorio
mettevano a repentaglio le identità e la qualità della
vita.
Accanto a questo movimento di interessi
e di idee, la scuola svolse un ruolo da protagonista, trasformando
un'esigenza in un programma di ricerca fortemente innovativo. Essa
pose al centro della propria azione un progetto educativo centrato
sulla conoscenza del contesto di vita all'interno del quale i bambini
maturavano le più importanti esperienze di vita e di
apprendimento.
Orvieto alla fine degli anni Ottanta fu
sede di una fervida attività culturale particolarmente
incentrata sullo studio della propria storia (convegni
internazionali, pubblicazioni di volumi etc.). Era inoltre sede di
una struttura di riferimento territoriale a carattere specialistico,
CISEP: Centro per l'Innovazione Scolastica e l'Educazione Permanente,
le cui modalità d'intervento erano orientate nel senso della
documentazione e della ricerca - sperimentazione.
A seguito di tutto questo nel 1988-89,
la Regione dell'Umbria ed il Comune di Orvieto, avviarono un progetto
permanente sugli etruschi, il Laboratorio Etruschi. Si pensò
di offrire al mondo della scuola un'opportunità educativa
permanente finalizzata alla conoscenza storico, archeologica del
territorio: territorio inteso come sede di vita reale ed elemento
sostanziale dei processi collettivi ed individuali di costruzione
dell'identità.
Le scuole che hanno partecipato negli anni al LABORATORIO ETRUSCHI
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